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Altro che Battisti e la “dottrina Mitterand”, di Roberto Biscardini da La Voce Metropolitana

L’arrivo in Italia di Cesare Battisti ci ha riportato ai tempi drammatici del terrorismo nazionale e internazionale degli anni ’70 e ’80, da più punti di vista. Il primo, quello più spettacolare, riguarda la versione strapaesana della strumentalizzazione politica. Secondo un comunicato delle Camere Penali “Quanto accaduto ieri in occasione dell’arrivo a Ciampino del detenuto Battisti è una pagina tra le più vergognose e grottesche della nostra storia repubblicana. È semplicemente inconcepibile che due Ministri del Governo di un Paese civile abbiano ritenuto di poter fare dell’arrivo in aeroporto di un detenuto, pur latitante da 37 anni e finalmente assicurato alla giustizia del suo Paese, una occasione, cinica e sguaiata, di autopromozione propagandistica”. Punto. Il secondo aspetto della vicenda è ancora più banale: con la destra al Governo si assicurano alle patrie galere i colpevoli con i governi di centrosinistra no. Facile la risposta ...[segue]

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