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Alberto Benzoni 3 – 25 gennaio 2022 - RICCARDO LOMBARDI, LA SOLITUDINE DI UN RIFORMATORE

Se l’avesse voluto, il nostro Riccardo avrebbe potuto essere un grande ministro; e magari anche amministratore. Un grande scienziato pratico. O, magari, un grande giornalista. Aveva letto, e aveva assimilato tutto quello che, nel suo universo, c’era da leggere o da assimilare. Era anche uno che aveva il dono di guardare lontano. Fino a capire, prima di tutti, quello che molti di noi non avrebbero capito mai. E cioè che il legame, per non dire la dipendenza strategica del Pci rispetto all’Unione sovietica gli avrebbe, al dunque, pregiudicato la possibilità di essere il protagonista del cambiamento nel nostro paese, fosse esso di natura rivoluzionaria o, a maggior ragione, di segno riformatore. E capì anche, di conseguenza, una cosa che i suoi compagni avrebbero capito, ma solo fino a un certo punto. Vale a dire il ruolo centrale dello stato nel garantire coerenza e, quindi, possibilità di realizzazione ai grandi processi di trasformazione in atto dalla seco ...[segue]

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