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MACRON di Alberto Benzoni

Ovvero, grandi doti, scarsi risultati A differenza di quanto si racconta nelle fiabe, alla nascita di Emmanuel Macron, non c’erano fate cattive, magari perché non invitate. Presenti solo fiabe buone, tutte intente a garantirgli le doti necessarie ad assicurargli i più luminosi destini politici. Competenza in tutto; transito rapido e preventivo in tutti luoghi del potere, Ena, banca Rotschild, governo Hollande. Disponibilità e “sensibilità”a svolgere ruoli politico-culturali diversi: sovranista al massimo grado ed europeista; esaltatore, modello De Gaulle, del ruolo dello stato e liberista convinto; né di destra né di sinistra perché macronista; ascoltatore e affabulatore; pronto ad essere interlocutore privilegiato di americani, russi e cinesi ma al tempo stesso sospettoso di tutti e tre; leader olimpico e privilegiato e presidente sollecito dei bisogni dei “meno favoriti; e ancora. E, a coronare in tutto, una fiducia totale nelle proprie capacità; fat ...[segue]

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