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MISANTROPIA E CESARISMO, IL NUOVO MALE DELL’ITALIA CONTEMPORANEA. di Alberto Angeli

Nel Fedone di Platone, Socrate, rispondendo alla domanda di un suo allievo, definisce la misantropia  come un principio primitivo, quasi animalesco: "La misantropia si sviluppa quando una persona, riposto completa fiducia nei confronti di un altro che sembri essere di buon animo e veritiero, scopre poi che questa persona in realtà non lo è. Quando questo succede troppo spesso, ecco che essa comincia, inevitabilmente, a odiare tutte le persone e a non fidarsi più di nessuno." La misantropia è presentata da  Platone come il risultato di aspirazioni bruciate o eccessivo ottimismo nei confronti di un obiettivo o di una causa comune,  poi rivelatasi completamente sbagliata o errata, soprattutto alla luce del fatto che Platone sostenne questa "arte" (la misantropia) come qualcosa che possa aiutare il potenziale misantropo a riconoscere la posizione della maggioranza degli uomini tra il bene e il male, aiutandolo così a essere più prudente e a meglio ident ...[segue]

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