UN PATTO PER LA COSTITUZIONE E PER LA DEMOCRAZIA di Felice Besostri
03 gennaio 2018
La vittoria referendaria del 4
Dicembre e il rifiuto da parte del corpo elettorale, per la seconda volta,
di una riforma verticistica, che avrebbe stravolto natura democratica e modello
parlamentare della nostra Carta fondamentale, ridotto gli spazi di democrazia e
compromesso il primato della sovranità popolare, impongono un impegno
stringente a quanti vogliano rispettare le indicazioni del corpo elettorale e
farsi garanti delle ulteriori richieste che da quella vittoria sono scaturite:
l’attuazione e la messa in sicurezza della Costituzione.
Per questo i sottoscritti si impegnano a contrastare ogni ulteriore proposta di
riforma che miri a modificare, palesemente o surrettiziamente, la forma
democratica e parlamentare del nostro modello repubblicano, ovvero a
costituzionalizzare principi neoliberisti o a limitare la sovranità popolare, i
diritti fondamentali delle persone, i diritti politici e la partecipazione
politica degli elettori. Altresì, si impegnano a garantire, nell’ambito del programma
elettorale e dell’azione politica della propria Lista o della Lista che
sosterranno, la piena e completa attuazione dei principi fondamentali della
Costituzione e del dettato costituzionale, con particolare riferimento:
1) All’art. 1 Cost., nell’inscindibile relazione che, nella nostra
democrazia, lega l’esercizio della sovranità popolare alla garanzia del diritto
al lavoro, e all’inclusione nei percorsi lavorativi delle persone con
disabilità, impegnandosi a rendere effettivo tale diritto nella sua accezione
più ampia e comprensiva dei diritti assistenziali e pensionistici, parimenti
remunerato e tutelato per donne e uomini, per i lavoratori di tutte le
categorie e di tutte le generazioni in attuazione del precetto dell’art. 36
Costituzione, per assicurare un’esistenza libera e dignitosa.
2) All’art 3, 2° comma Cost., riaffermando il ruolo della Repubblica, in
tutte le sue articolazioni e poteri, nella rimozione delle diseguaglianze
economiche, sociali, di genere, generazionali, territoriali che impediscono il
pieno sviluppo della persona umana e la piena partecipazione di tutti i
cittadini e di intere generazioni, gruppi sociali, ampie fasce della
popolazione alla vita sociale, politica e democratica del Paese. A tal fine è
imprescindibile garantire la piena effettività di tutti i diritti civili e
sociali e il rilancio del modello universalistico dei servizi, a partire da un
alto e uguale livello di tutela della salute, come fondamentale diritto
garantito dall’art. 32 Cost., e dell’assistenza sociale su scala nazionale e
senza discriminazioni territoriali, dal rilancio e rifinanziamento della
ricerca e dell’istruzione pubblica, dal diritto di accesso a una giustizia
rapida e certa, parimenti accessibile con pari chance e possibilità per
tutti i cittadini a prescindere dal reddito.
3) Alla piena attuazione del Titolo III della Costituzione sui “Rapporti
economici” tramite un opportuno e necessario intervento pubblico in
economia per la garanzia dei diritti fondamentali e dei diritti sociali, alla
cui previa effettività devono essere conformate le scelte di bilancio e
l’equilibrio dei conti pubblici.
4) All’interpretazione e revisione dei Trattati europei alla luce dei
principi inderogabili dettati dalla Costituzione e della previa e
preminente effettività dei principi e dei diritti fondamentali, nonché
dell’autonomia politica del Paese, anche nell’ambito di una rafforzata
cooperazione nella UE, nelle scelte di governo e nel modello di sviluppo
più coerenti con il carattere democratico, personalista, pluralista e
solidarista della Costituzione.
5) Agli art. 10 e 11 Cost., tramite la firma e la ratifica dei trattati
per la messa al bando delle armi nucleari, la revisione delle politiche sui
flussi migratori alla luce della piena effettività dei principi costituzionali
sul diritto d’asilo, la cancellazione degli accordi che non garantiscano il
pieno rispetto della dignità e dei diritti fondamentali delle persone, dei
migranti economici e di quanti a qualsiasi titolo fuggano da regimi totalitari,
territori di guerra o colpiti da crisi, carestie, disastri ambientali e
violazioni dei diritti umani.
6) Alla piena garanzia, anche giurisdizionale, dei diritti di elettorato
attivo e passivo, nonché dei diritti di partecipazione politica, impegnandosi a
promuovere una legge elettorale conforme al prioritario rispetto del principio
di rappresentanza democratica, dell’autonomia e della centralità del Parlamento
e dei parlamentari, tale da sancire il diritto degli elettori a partecipare
attivamente alla selezione delle candidature e alla scelta degli eletti, nel
rispetto della parità di genere e dell’equilibrio fra generazioni. Di queste
tutele è premessa essenziale l’attuazione dell’art. 49 Cost. e la messa in
sicurezza dell’art. 138 Cost. da modelli elettorali e composizioni
parlamentari che falsino il rapporto di rappresentanza fra elettori ed eletti.
Vai all'Archivio